martedì 31 gennaio 2012

Allarmanti rassicurazioni

- Allora, dottoressa, cosa dice?
- Così Lei ha tre figlie femmine? Anche io sa, ne ho quattro, tutte femmine. In America dicono che è una spesa, che quando si sposano gli devi fare la dote, così dicono in America.
- Davvero? Curioso, sì. Comunque io intendevo della Gabbianella, cosa dice della Gabbianella, sono qui un po' per quello...
- Assì, la Gabbianella. Ha molta tosse, vedo.
- Eh. Ci vuole mica una laurea, comunque.
- La bambina ha la bronchiolite.
(- Odddiiiiiooo! Adesso me la ricovera! E come faccio? Dovrò stare qui con lei.
- Wonder stai calma, non agitarti
- Non mi agito, Cosci, ma devo organizzarmi! Dunque vediamo, adesso chiamo il Bighi, poi chiedo alla Susie di fermarsi, poi domani per la scuola...
- Ma la smetti e ascolti un po' che la doc sta parlando?!
- Ok, giusto, hai ragione, 'spetta un po' che sento)
- Non ha febbre, e altri sintomi non ci sono, quindi continui con la cura che sta facendo, con quelle medicine là.
- Continuo con le medicine? (Sospiro di sollievo. Molto sollievo)
- Sì, continui con l'areosol tre volte al giorno, poi aggiunga questo sciroppo e queste gocce. Per caso c'è qualcuno di asmatico in famiglia?
- Veramente sì, il Bighi fin da piccolo, poi la BB ma i dottori dicono che con l'età dovrebbe guarire. Ah, poi anche io quando faccio sforzi, a volte. Mi capita. Se c'è tanto freddo. Ma non spesso però.
- Ah, vedo, vedo. Male, male.
- In che senso male male?
- Il sessanta per cento dei figli di asmatici risulta asmatico, lo sa?
- Beh, no, non lo sapevo. Adesso sì. (Sessanta per cento vuol dire che su tre figlie quante ne salvo? Quasi due, no? Beh, la Gabbianella è piccola posso contarla tutta intera, quindi facciamo due su tre, dai).
- Consideri che se l'asma è dovuta all'allergia alla polvere è un problema, qui.
- Veramente no, nessuno è allergico, abbiamo fatto i test...
- Se invece l'allergia è al polline non si preoccupi, in questa città non ci sono alberi, quindi anche i pollini scarseggiano.

Non ho ancora ben chiaro se la visita dal medico è stata più rassicurante o più inquietante.

domenica 29 gennaio 2012

C'è un americano che aspetta il tram 709

Capita, alle volte, che hai voglia di fare una crostata e sei rimasta senza farina, e allora pedali fino al FamilyMart e dato che ci sei compri anche tre chili di riso e un pacco di fazzoletti, e poi esci e c'è uno che ti dice Tu sì che sei vestita bene, e tu pensi Beh, in effetti, rispetto alla media qui direi che sono a un buon livello, e pensa che son solo uscita a comprare la farina, se vado a cena fuori mi tiro anche di più, e poi realizzi che sta dicendo che sei vestita bene nel senso di pesante, cioè bene rispetto al freddo che c'è, e allora guardi il tizio che ha solo una felpa e si sta congelando e in effetti pensi che sì, anche rispetto al tizio sei a un buon livello. E dato che c'è mi chiede di dove sono, olandese vero? Sei così alta. No, olandese no, c'han tutte una panza... e mi ragguaglia sulla sua provenienza (Boston), sulla sua presenza a Shanghai (in visita a una amico), su dove vive adesso (Corea) e sul fatto che adoooora il cibo italiano. E By the way, dove può mangiare una buona pizza, vera pizza italiana? Perché lui i soldi per andare in Italia non ce li ha, però conosce Tommaso Vinci che lavora all'università di Boston, mica lo conosco per caso?
No, dico, conosco un altro Da Vinci ma mi sa che non è lui, e allora mi dice che il suo amico è un genio (anche quello che conosco io lo era), veramente uno che è un genio che costruisce gli autobus (allora no non è lui), e a proposito di autobus sta aspettando il 709 per andare al Carrefour.
- Prendi la metro, dico, è qui a due passi e ti ci porta quasi davanti
- No no, mi han detto di prendere il 709 e io quello prendo, e dimmi un po', quanti sono i courses in Italia?
- I cosa?
- Quelli che mangi, i courses, scusa non so l'italiano
- Eh, sapessi io l'inglese
- Quanti sono?
- Ah, già, i courses, mi sa che sono 6, tipo antipasto primo secondo contorno dolce frutta, poi c'è il caffè che farebbe sette.
- Davvero io adoooro il cibo italiano, come si chiama quel piatto? lasaghne, mia mamma ha trovato la ricetta sul Boston Daily e l'ha copiata, che buone che son venute, poi due giorni fa ho bevuto un vino, il cianti
- Chianti, sì...
- E al palato direi che gli do sei
- Sei al chianti? Beh, insomma
- È che io non me ne intendo, io so' ammericano, mi piace la birra
- E vabbè, allora...
- Posso farti una domanda imbarazzate?
- Oddio che mi chiede questo? Tu falla, io mi riservo la facoltà di non rispondere (cioè veramente ho detto Magari non rispondo. Comunque)
- Ma è meglio la cucina italiana o quella francese?
- Ma che domanda è, che c'è una letteratura di polemiche che dura una vita. Beh ma io dico quella italiana, che devo dire, se anche ho un'Amica Francese mica vuol dire che mi converto alla nuvel cusìn. Comunque devo andare che voglio fare una torta alle mie bambine
- Che fortunate le tue bambine, fammi indovinare che torta fai, come si chiama... tramasu
- Tiramisù intendi?
- Che buuuooooono il tiramesù
- Vabbè, ci vediamo eh? Io vado
- Questo bus proprio non arriva. Bus 709!! dove sei? C'è un americano che si congela!! Ciao, God Bless You, Cuore Amore, Take care, God Bless You
- Ciao, bye bye, Stay worm, va' là, che mi sembri messo maluccio...

E così, mentre ti allontani, senti ancora quello che urla BAS SEVEN ZIRO NAIN! AN AMERICAN GAI IS GHETTIN FROZEN, HAI, BAS SEVEN ZIRO NAIN!, e pensi che alle volte, anche solo andando a prendere la farina il riso i fazzoletti, si fanno certi incontri che se li racconti a Spielberg ci fa un altro film.

sabato 28 gennaio 2012

Chiocciole metropolitane

Mio nonno aveva i capelli bianchi, il naso a punta e il carattere nervoso.
Quando ci portava in macchina sul lago, incontravamo dei ragazzi che facevano l'autostop, e lui diceva Tajate i cavéi e va' a lavorare, che poi te càto su. Aveva lavorato in Africa, e una volta mi ha mostrato una foto ingiallita, era giovane e piuttosto bello, vestito di bianco, in piedi vicino a un altro italiano e a un africano.
Quando facevo un bel disegno o intagliavo una tavoletta di legno, li guardava a lungo, li studiava, li valutava e poi me li comprava.
Mio nonno andava in giro in bicicletta con una sedia incastrata sulle spalle, perché doveva portarla a riparare. Io mi vergognavo un po', mi sembrava uno strambo, ma gli volevo troppo bene per dirgli qualcosa e temevo che si offendesse.
Dopo che è morto, l'ho incontrato per strada tante volte, sulla bicicletta, che attraversava il ponte, con il cappello in testa. Mi dicevo Toh, cosa fa lì il nonno?, e poi mi ricordavo che non era lui, e sorridevo tra me.

Ehi, nonno, dovresti vedere qui come vanno in giro, altro che sedia. Qui portano di tutto, sulla bici, se ne infischiano del codice della strada e anche un po' delle leggi della fisica, hanno mucchi enormi di boccioni vuoti, bottiglie di plastica, strati su strati di polistirolo o cartone, tavoli sedie poltrone di paglia e vimini, gabbiette con i pulcini e i conigli. Hanno dei carretti, dietro, che sembrano delle chiocciole, a portarsi tutta la casa con sé.
Mica avresti dato nell'occhio, qui, con la carèga in testa.

venerdì 27 gennaio 2012

(Coro)

S'ode a destra uno scoppio di luci, a sinistra risponde uno scoppio. Che tu sei lì, nel tuo candido lettino, e ti alzi e guardi che belli, poi anche la Gabbianella, in braccio, che dice Bam Bam e guarda fuori, e poi pensi che stan facendo a gara, e che sembra ancora l'ultimo dell'anno, anzi di più.
Poi da sola, mentre tutti dormono, dopo mezzanotte, ti metti davanti alla finestra dietro alle tende perché la luce non svegli nessuno (il che fa ridere, in effetti, che se non li svegliano le bombe non lo fanno certo i bagliori) e stai lì a goderti lo spettacolo.
E alla fine ti stanchi un po', torni a letto e non riesci a dormire per i botti, e pensi Belli, son belli. Ma adesso basta, co 'sti foghi.

giovedì 26 gennaio 2012

Inspiegabile

Abbiamo eliminato il letto nella camera degli ospiti. Urge rimedio.
Ma qualcuno è in grado di darmi una spiegazione razionale e soddisfacente del perché, quando vai all'Ikea, non puoi limitarti a comprare due tappeti e un divano letto, e senti impellente la necessità di portarti a casa un numero imprecisato di candele alla vaniglia e ai frutti di bosco, una nuova grattugia e almeno tre pacchi di tovaglioli di carta rossi e gialli e verde spavento, per tacer del cane (di pezza)?