sabato 12 maggio 2012

Test di sopravvivenza per esperienze estreme

Per guidare nel traffico folle di una megalopoli come Shanghai hai bisogno di una grande dose di coraggio, oltre che di una certa propensione alla prepotenza, dal momento che il colore del semaforo è solo un'indicazione di massima e la precedenza è del mezzo più grosso, o in alternativa di chi se la prende. 
E questa è una delle ragioni per cui normalmente gli espatriati si guardano bene dal voler guidare una macchina, e lasciano tale rischiosa attività all'autista che l'azienda mette a disposizione, o al primo tassista che passa (il che viene considerato comunque piuttosto rischioso, oltre che pittoresco)
Ma ci sono giorni in cui l'espatriato, dopo mesi di tranquilla vita sul sedile posteriore, ha bisogno di adrenalina, di mettersi alla prova, di fare esperienze estreme, e quindi decide di mettersi alla guida. 
Da qualche mese il Bighi è in uno di quei giorni.

Vogliamo non lasciargli provare l'ebrezza della guida in condizioni critiche? Vogliamo che s'intristisca con lo sguardo perso fuori dal finestrino del taxi, con in braccio la Gabbianella, mentre sogna di tenere lui le mani su quel volante ricoperto di pelo? Insomma, vogliamo togliergli l'emozione di sentirsi ancora un vero uomo-con-la-macchina? Mai più.

Ora, per guidare in Cina hai bisogno della patente.
Non sarebbe una grande notizia, in effetti, se non fosse per il fatto che hai bisogno di una patente cinese.
La quale patente cinese viene concessa dopo che hai risposto esattamente a cento delle 3000* domande previste. 
Non è contemplata invece una prova di guida su strada. Il che, pensandoci bene, è un'assurdità, ma va a tutto vantaggio dell'espatriato che nel suo periodico Blond Moment ha deciso di fare l'esame.
Ma vi ricordate quelle domante assurde del test per la patente? che io mi son sempre chiesta perché mai devo sapere come funziona il motore a scoppio visto che se mi si ferma la macchina mi guarderò bene dall'indagare cosa c'è che non va nel motore (anzi, pensandoci, non sono nemmeno sicura di sapere dove si trova la leva per aprire il cofano), e chiamerò un uomo, che loro son fatti apposta per appassionarsi a quelle cose lì. Se ho fortuna trovo anche il numero di uno che fa il meccanico.
Comunque.

I test per la patente in Cina sono folli quanto il traffico delle grandi città. Sono quasi certa che le due cose siano collegate.
Per dimostare che non sto bluffando, metto anche il paragrafo e il numero della domanda, sicché se volete potete anche controllare. Malfidati.

Domanda 3.4.2.37.
Tu stai guidando la tua bellissima autovettura nuova di palla in un giorno d'inverno, e ti capita di vedere un pedone che indossa un cappello di cotone imbottito e un soprabito. Devi o no suonare il clacson e star pronto a frenare?
Però dovete essere sicuri che sia un cappello di cotone altrimenti non vale. Cappello di paglia? no. Mantello antipioggia? no. Solo cappello di cotone imbottito e soprabito. Contemporaneamente. E chi non suonerebbe a uno vestito così? Anche solo per dirgli di cambiare stilista, suvvia.

Domanda 5.9.2.3
Tu stai guidando la tua bellissima autovettura nuova di palla e ti capita di finire in un fosso pieno d'acqua (e che sfiga!). Però niente panico! In particolare, devi aiutare quelli che non sanno nuotare a uscire dal finestrino, cosicché, una volta raggiunta la superficie, avranno più possibilità di sopravvivere. Vero o falso?
Eh, beh, siamo mica Schettino, noi. E poi uscire dal finestrino fa molto sopravvissuto.

Domanda 5.7.1.1
Tu stai guidando la tua bellissima autovettura nuova di palla, e ti capita di rotolare continuamente dentro un fosso (ma chi t'ha dato la patente?). Allora, per evitare di ferirti, devi nasconderti nel piccolo vano davanti al volante e aggrapparti:
A) al pedale
B) al piantone del volante
C) al volante
D) alla leva del cambio
State ancora rimuginando? State riflettendo sul fatto che la risposta C sia comunque giusta, dato che state rotolando in un fosso e forse il volante serve a mantenere un minimo di controllo, e tuttavia anche la A ha una sua validità, per quanto forse dipende un po' da quale pedale, se quello del freno o quello dell'acceleratore? Ma forse invece la B è meglio, al piantone ci si aggrappa bene. La C non credo, solo un pazzo penserebbe di mettere la quarta mentre rotola.

Domanda 7.1.1.3
quando ci sono delle persone che necessitano di essere portate in ospedale, chi per primo deve salire sull'ambulanza?
A) quello che ha degli orribili tagli dappertutto
B) quello che s'è rotto tutte le ossa
C) quello che ha preso fuoco
D) quello in coma
Ma, dico, posso mica lasciar decidere al dottore dell'ambulanza chi deve salire? No? Allora, facciamo che sale per primo chi risponde esattamente a tre domande del test per la patente.

Domanda 7.1.1.4
Tu stai guidando la tua bellissima autovettura nuova, e fai un incidente. E ti pareva. Ci sono un sacco di feriti, una cosa splatter, proprio. Chi dei feriti deve andare per ultimo in ospedale?
A) quello che s'è rotto le vertebre cervicali
B) quello che sta perdendo sangue a litri
C) quello che non respira più
D) quello che c'ha un buco nella pancia e sta perdendo gli intestini per strada
C'è da riflettere, no? Chi mando per ultimo? Quello che si vede cos'ha mangiato a colazione? In effetti però avrei bisogno che qualcuno me lo togliesse da davanti. E se mandassi quello più simpatico e lasciassi lì quello antipatico fingendo che stia trattenendo il fiato per una gara di apnea? E se li mandassi tutti, da qualche parte che so io?

Domanda 1.1.1.11
Tu puoi guidare la tua bellissima autovettura nuova di palla se
A) prima ti sei fatto un bel mojito, un margarita e un bacardi breeze
B) Soffri di una malattia che ti impedisce di guidare in sicurezza
C) Sei stanco morto
D) hai bevuto due litri di tè verde
Ma è domanda una domanda trucco? Tipo che se bevo due litri di tè verde poi mi tocca fermarmi in mezzo alla strada a fare pipì?

Ecco, queste domande qua sono folli, ma evidentemente non abbastanza, perché il Bighi ha passato l'esame.
Adesso dispone di una tessera verde con la sua foto sopra, che però non ricorda per niente quella sulla sua patente italiana, dove sfoggia capelli biondi lunghi, lo sguardo torvo di diciottenne e il giubbotto di pelle dei Kiss.
Ma è bellissimo lo stesso.

Per quelli che muoiono di curiosità, le risposte esatte sono Vero, Vero, B, D, A, D.

*Aggiornamento: Siccome il Bighi mi redarguisce per le minime inesattezze, dato che è ingegnere e come tale non ammette iperboli e non gradisce il mio naturale istinto all'enfasi, mi sento in dovere di precisare che le domande non erano 3000 bensì 1500. Il che, a mio parere, non modifica comunque il giudizio generale sul test.

mercoledì 9 maggio 2012

Fine di un amore

Gatto Selvaggio, bambina lieta e pensosa come la sua mamma, ha tempi lunghi di meditazione. 
Il tragitto da casa a scuola e viceversa ha una durata massima di quattro minuti all'andata e circa diciassette al ritorno (a dimostrazione della non corrispondenza della dilatazione spazio-temporale), durante i quali normalmente si canta una canzone o ci si fanno confidenze intime.

Dalla velocità con cui si è consumato il fuoco della passione non è strano che il suo amico Kai, divenuto presto il suo fidanzato e poi il suo sposato, non sia più nelle sue grazie. L'intuizione della fine di questo amore, già accennata altrove, è divenuta poi aperta confessione, e infine è stata avvalorata nella pratica da un atteggiamento di superiore noncuranza nei confronti dell'abbraccio con cui la sua amica Alice ha tenuto avvinghiato Kai proprio sotto gli occhi del Gatto, nell'evidente intento di ingelosirla, nonché di dimostrare le sue indubbie capacità seduttive.

Date queste premesse, non è strano nemmeno che il Gatto, dopo aver farfugliato una giustificazione invero poco credibile qualche giorno fa, lasciata poi sola a riflettere sulla fine del suo amore di quattrenne, ne abbia dato una spiegazione plausibile solo oggi.

- Mamma, lo sai perché Kai non è più il mio sposato?
- No amore, dimmi. Cos'è successo?
- È che non sono più amorata
- Ah, beh, è una spiegazione accettabile, diciamo, molto ragionevole. Può capitare...
- E gli altri bambini devono aspettare
- In che senso, scusa?
- Eh, che non sono amorata, quindi nessuno è il mio sposato.

Ecché, c'è la fila?

lunedì 7 maggio 2012

Bruno e il gran ballo degli Shu

Quando, alla domanda se ci fossero tanti uccelli che venivano a mangiare al nostro birdfeeder (costruito appositamente durante l'inverno e periodicamente riempito di semi di zucca) ho risposto che sì, qualche uccello c'era, ma soprattutto c'era lo scoiattolo Bruno (un habituè), il MaxDad ci ha messo un po' a capire che cosa fosse. E io a ripetere Squirrel, s-c-u-i-r-l, squirrel insomma, vuoi dirmi che non si pronuncia così? Che dubbi mi fai venire, mannaggia? Magari si pronuncia squairrel e non l'ho mai detto giusto?
Quell'animale con la coda grossa, che si arrampica sugli alberi, mangia le noccioline, però anche i nostri semi di zucca eh, gli piacciono un casino.
Finalmente MaxDad capisce.
- Ma non è un uccello!
- Certo che no. È uno squirrel, uno scoiattolo, lo scoiattolo Bruno. Litiga pure con un suo amico, quell'altro quasi nero, non vuole mollargli i semi di zucca. E dire che a me sembrano immangiabili, così salati.
- Ma che schifo!
- Eh, infatti, anche a me fanno abbastanza schifo, dev'essere una marca scarsa, però mi seccava buttarli via, ho pensato che potevo metterli lì per gli uccelli, e poi è arrivato Bruno. Carino, no? Pensavamo che un po' alla volta magari viene a mangiare anche più vicino
- Ma dicevo che schifo lo squirrel! è un topo!
- Un topo? Ma che dici?...

Gli americani son strani pure loro, a pensare che gli scoiattoli sono animali schifosi. Però un po' ci son rimasta maluccio. E ci ho pensato su.
E ho preso informazioni.

I topi a Shanghai sono tanti, tantissimi, milioni di topi, miliardi di topi.
Se è vera la stima secondo cui ci sono 4 ratti per abitante la situazione è piuttosto allarmante. Verrebbe a dire che a Shanghai ci sono 92 milioni 120 mila 192 topi. Senza contare gli espatriati non iscritti all'AIRE.
Da marzo ad aprile la SREC, cioè Spring Rats Elimination Compaign, sezione speciale del CDCP, Center for Desease Control and Prevention (piacciono le sigle, in Cina), sotto forma di 400 uomini armati fino ai denti, comincia la prima campagna di derattizzazione.
Elimination Time, si chiama. Fan sul serio, qui.
C'è anche un tizio, il RatCatcher numero uno, che si chiama Ren Changshun, altrimenti detto Sterminator, capace di scovare ratti di mezzo chilo lunghi venticinque centimetri. Con cosa li fai fuori, quelli? Con un bazooka? No, ci son le trappole, i veleni, quelle cose lì. Anche i gatti, che però il più delle volte si danno malati. E si sa che in assenza del gatto i topi fanno un gran casino. 
Comunque, sembra che l'arma segreta del CDCP siano le donnole siberiane.
Mi aspettavo qualcosa di più sofisticato, dal momento che i ratti sono piuttosto intelligenti. Come un bambino di sette anni, dicono. Pensate un po', 92 miliardi di bambini di massimo sette anni, tutti insieme. Ho un mancamento.

Comunque non ci sono solo ratti di venti centimetri. Ce ne sono varie tipologie.

C'è lo Huang Xiong Shu, ratto dalla pelliccia gialla. Un esteta biondo, insomma. Secondo me meschato, perché ama stare nei palazzi del business e nascondersi nei controsoffitti. Mangia le noccioline dei cocktail party e i cereali della colazione salutista.

C'è lo He Jia Shu, ratto bruno di casa. Bruno come Bruno lo scoiattolo, solo con la coda più lunga. Originario della Cina, ha colonizzato il mondo intero. Ama stare zozzo tutto il tempo, gira tra la fogna e la monnezza, soprattutto quella dei ristoranti dal menù immangiabile, a base di carne. Infatti predilige KFC.

C'è lo Xiao Jia Shu, piccolo ratto di casa. A differenza del fratello bruno, preferisce stare pulito, mangia briciole di pane e torte al cioccolato, beve il latte dalla ciotola di Fufy e gioca con il trenino di tuo figlio. Un simpaticone, dunque. Infatti lo usano anche come cavia.

Infine c'è lo Hei Xian Cang Shu, ratto nero a righe dei magazzini. Un borderline. Vive nelle campagne e se magna i cavoli e i pomodorini cierietto. Pare sia simile a un criceto.
Pensateci, quando ne comprate uno che corre tutto il tempo su una ruota di plastica e mangia le tende del soggiorno.

Io intanto penso a come sterminare Bruno. Perché ormai è accertato: intelligente com'è, sicuro che è uno He Jia Shu travestito.

venerdì 4 maggio 2012

Tutto normale

Durante la mia assenza son fiorite le rose, le piante si sono riempite di foglie, il frigo si è svuotato e la ayi ha provato la stremante esperienza del bagno a tre, evitando tuttavia la parte relativa al lavaggio dei capelli, il che riduce di svariati punti il rischio isteria.

Son tornata da un giorno e già mi sembra di non esser mai andata via. 
Travolta dagli abbracci alle quattro del pomeriggio, impossibilitata a muovermi causa bambine attaccate alle gambe alle cinque, alle sei e mezza finalmente riesco a respirare (leggi: a preparare la cena) e alle otto son già la mamma cattiva che vuol mettere a letto le povere figliolette, che si dimenano e scappano al grido di Papà! Papà! Il quale papà, ritenendo di aver già dato abbastanza per i prossimi due mesi, si è buttato sul divano e mi lascia a espiare la mia settimana di libertà.
Insomma, tutto normale.

- Gatto, oggi dobbiamo fare l'assessment alla scuola della BB, ti ricordi?
- A scuola della BB? Bello.
- Sai cos'è l'assessment? È una specie di discorso che devi fare con una maestra
- Ma io non so parlare inglese
- Beh, un pochino sì che sai parlare. La maestra Alexis-Gloria dice che adesso fai delle frasi tutte intere, che racconti delle storie, anche. Dice che parli con i tuoi compagni, e anche con lei, la maestra Alexis-Gloria.
- Sai che ho avuto un maestro?
- Sì, c'ero anch'io. Il maestro K. Piuttosto fico, tra parentesi.
- Sai che quando sono arrivata a scuola non lo amavo tanto, il maestro, ma adesso sì.
- Assì?
- Sì, e gli ho dato la mano mentre dormivo, e anche mentre ero sveglia.
- Apperò. E Kai cosa diceva?
- Non lo so
- Ma non era il tuo sposato, Kai?
- Non è più il mio sposato
- Sai perché?
No, no lo so. Non son neanche pronta a saperlo, sinceramente, se questo comporta sentirmi dire che adesso il tuo fidanzato è il maestro K, che è anche un bel ragazzo ma c'ha almeno vent'anni in più.
- Perché, amore mio?
- Perché mentre tutti dormivano sai cos'ho fatto?
… (ossignùr)
- Ho preso delle uova.
- Come delle uova?
- Sì, le uova finte che servono per giocare.
- E..?
- E ho giocato.
Non fa una piega. C'entra come i cavoli alle quattro, ma dato che i cavoli li mangiate pure a merenda ci può stare, no? 
- Vabbè, senti, allora oggi andiamo alla scuola della BB. La maestra ti farà delle domande, tu basta che rispondi e non fai la timida.
- Ma non so rispondere!
- Massì che lo sai. Facciamo una prova. Per esempio, io ti chiedo uoziorneim?
- Gatto
- Brava. Poi ti chiedo auoldariu?
- Gud
- Come good? Ti ho chiesto au-old-ar-iu!
- Ah, faiv
- Five? C'hai mica cinque anni! Quanti ne hai?
- Ah sì, for. Però quasi faiv. 
Siam messi bene.

Per la cronaca, durante l'assessment il Gatto Selvaggio non ha aperto bocca. Muta peggio di un pesce muto. Selvatica come un gatto selvatico. Nomen omen, consoliamoci.

Come il Bighi, comincio a pensare anch'io che il Gatto, bambina che dimostra le succitate capacità intellettuali, una propensione al dialogo che è eufemistico definire scarsa e le altrove accennate doti matematiche, per avere successo dovrà fare un gran bel matrimonio.

martedì 1 maggio 2012

Sei giorni

È bella la mia città. Bello è camminare in centro, guardare le vetrine, incontrare per caso persone che conosci, salutarsi con la mano da lontano, farsi una foto con l´iphone, fermarsi a bere uno spritz aperol e raccontarsi e sentire raccontare, bello il cielo limpido e la luce chiara, la piazza piena di sole, la birra sotto i portici, la passeggiata con Dino, la sera a preparare coni di carta di bambù pieni di riso e petali di rosa.

Bella la pieve romanica, la sposa con la treccia bionda come Rapunzel, le damigelle con la coroncina di fiori, il Bobo innamorato.
Bella la festa, le tavole imbandite, i brindisi, le risate, la torta a strati, i confetti, le foto. Togliersi le scarpe e camminare nel prato, fino in fondo al campo di papaveri, e chiudere gli occhi, e respirare.
E ballare, la sera, e sciogliersi i capelli, le luci tra le piante, il vino, i baci degli sposi, la musica forte, l´aria ancora calda, le fiaccole, e guardare tutti quei ragazzi e bere qualche bicchiere di Bellini e sentire una vaga, appena percettibile tristezza.

Bello rivedere le amiche del platano, e abbracciarsi forte, e mangiare una pizza e sentire il rumore del fiume e parlare del futuro, e fare progetti.
E poi comprare prosciutti e speck e formaggi e olio e sperare che servano a farti sentire il sapore di casa, almeno un po´.

Bello camminare nel sole, da sola in mezzo alla gente, e guardare il fiume lento e verde diventare impetuoso sotto il ponte, e respirare il profumo dei tigli, e riempirsi gli occhi delle colline dei campanili dei palazzi e sentirsi a casa, padrona della città, non turista, non di passaggio.
E ridere con le sorelle, e incontrare amiche e comprare libri, e qualche vestito, e ancora libri, e bere una spremuta di pompelmo e poi uno spritz e correre sotto la pioggia, e aspettare che spiova un po´ al riparo dei portici, e abbracciarsi, di nuovo, e sentire che gli amici ti vogliono bene, da lontano, e ti pensano, e fare telefonate fiume con gli amici lontani e pensare che sono troppo pochi, sei giorni.

E passare mezz´ora a guardare le bambine su skype, e scoprire che qualche volta funziona, e si vede bene, e sentire una stretta al cuore, e pensare che in fondo sono tanti, sei giorni.


Questo post è stato possibile grazie alla presenza di una postazione internet gratuita al terminal 2 dell´aeroporto di Monaco.