mercoledì 6 febbraio 2013

Elogio del monotasking

La settimana scorsa mi trovavo distesa sulla comoda poltrona del dentista, e mentre l'igienista dentale aspirava con il maledetto attrezzo ogni singola goccia di saliva che le mie fauci avevano l'ardire di produrre e si prodigava in elogi sperticati sulla mia dentatura, io avevo modo di studiare con una certa attenzione il calendario ippico appeso alla parete alle mie spalle, cosa che potrebbe apparire strana a chi non sapesse che l'operazione di igiene dentale richiede una postura quasi verticale, a testa in giù. E in effetti, vista la posizione, il calendario in quel preciso momento si trovava appeso sì alla parete, ma non esattamente alle mie spalle. Cioè, si trovava alle mie spalle prima che la comoda poltrona venisse reclinata di 75 gradi. Comunque.
 
Mentre osservavo la dentatura dell'equino, producendomi per altro in curiose analogie uomo-bestia (anzi, a essere precisi, Wonder-bestia), e l'igienista dentale svolgeva il suo lavoro (cosa di cui mi sono mentalmente compiaciuta, vista l'attitudine di alcuni igienisti dentali a svolgere lavori diversi da quelli per cui hanno studiato, con danno sicuramente maggiore, o quanto meno più diffuso, di quello che avrebbero potuto produrre se si fossero limitati a fare, per l'appunto, l'igiene dentale), mentre dunque me ne stavo a bocca spalancata cercando di non mordere l'igienista, ho avuto modo di riflettere.

Ora, in questo periodo devo dire che l'attività cerebrale della Wonder è piuttosto sollecitata. Sarà che non è impegnata in lavori intellettualmente onerosi, ma ha tempo in abbondanza per riflettere su una quantità pressoché illimitata di argomenti, dall'inopportunità della depilazione durante la fase di luna crescente alla curiosa passione dei dottori per i cavalli e le barche a vela, dalla possibilità di abbinare lo smalto verde oliva al rossetto alla capacità soprannaturale di certuni di telefonare nel preciso istante in cui stai per metterti a tavola. Son talenti.

E dunque, mentre distesa sulla comoda poltrona del dentista mi limitavo a tenere aperta la bocca, a pensare che il dentista era piuttosto fico con quel maglione a collo alto e a contare uno per uno i peli delle froge dell'esemplare equino alle mie spalle, mi ritrovavo con le mani letteralmente in mano, appoggiate sulla pancia, e con il desiderio di sfruttare un po' meglio quel tempo che, diciamocelo, era decisamente sprecato.
Se, per esempio, avessi avuto un libro...

Però poi mi sono ricordata che, nel caso di specie, non è che mi manchi, il tempo. E potrei anche permettermi di sprecarne un po', per esempio, per farmi ripulire l'ottima dentatura standomene sdraiata sulla comoda poltrona del dentista con le mani in mano.
Perché mi devo costringere a fare più cose contemporaneamente? Perché devo ottimizzare il tempo? Cos'è questa smania di sfruttare ogni minuto?
Ché poi succede che mi ritrovo a spazzare per terra mentre sono al telefono, a piegare la biancheria mentre guardo un film o a leggere mentre cammino per strada, con tutti i rischi del caso, per inciso.

E allora niente, pensavo che anche questo mito del multitasking è una madornale idiozia.
Perché in realtà le cose che riusciamo a fare contemporaneamente sono cose che non impegnano il cervello contemporaneamente.

Puoi fare un'azione mentale, per esempio leggere L'arte di correre distesa adeguatamente sul divano, e allo stesso tempo una manuale, per esempio sgranocchiare noccioline o mangiare nutella a cucchiaiate. Ma quando sarai arrivato in fondo al sacchetto, o al vasetto, sentirai l'impulso di controllare se le noccioline sono finite, o se davvero sei riuscita a farti fuori due etti e mezzo di nutella (e sì, ci sei riuscita). E a quel punto dovrai smettere di leggere e, col libro in mano, il dito a tenere il segno, butterai gli occhi dentro il sacchetto/vasetto, a dimostrazione che le due azioni, mentale e manuale, sono possibili fino a quando non se ne aggiunga una terza.

Oppure puoi stare per venti minuti al telefono con la nonna a parlare dell'ultima tragedia che ha coinvolto la zia Luisa o dell'assurda esosità delle remunerazioni di certi organizzatori di esposizioni temporanee mentre sbatti le uova per la frittata, aggiungi un po' di latte e formaggio e ungi adeguatamente la padella, ignorando ostentatamente la bambina che ti si sta aggrappando ai pantaloni, finché la piccola non pronuncia le paroline magiche (mi scappa pipì, per esempio). Alle quali paroline magiche il tuo cervello shifta automaticamente dalla posizione Nonna al telefono a quella Gabbianella sul gabinetto, e abbandona ipso facto la prima per dedicarsi con estrema sollecitudine alla seconda. Questione di priorità, diciamo.

Puoi anche fare contemporaneamente un'attività mentale e due attività manuali, considerando comunque che è determinante scegliere azioni che necessitano di non più di una mano per volta, per esempio puoi lavarti i denti e sparecchiare la tavola, e allo stesso tempo ascoltare le notizie del telegiornale.
Per quanto, alla fine ti rendi conto che il risparmio di tempo non è in misura così determinante da giustificare un tale impegno intellettuale e fisico.
In primis perché il rumore prodotto dallo spazzolino nella tua bocca copre quasi la metà delle notizie del tg, per cui se vuoi sentirle devi smettere di spazzolare, e talora anche smettere di sparecchiare per andare a vedere in faccia il conduttore del tg, ché non ti sembra vero che ci sia qualcuno che dà sul serio quelle notizie lì.

Quindi, al limite potresti optare per un ascolto meno impegnativo, tipo Wrecking ball, l'ultimo cd di Bruce Springsteen che il Cognato si è proditoriamente dimenticato di riprendersi, o magari Rossi di sera su radio dj (dove potresti avere pure l'avventura di ascoltare insieme a Rudy Zerbi anche l'intervento in diretta di una voce amica).

In secundis perché quando sei finalmente sul divano, la tavola sparecchiata e riapparecchiata per la colazione e le zanne spazzolate a dovere, ti rendi conto che per stare bene ti mancava giusto un dolcetto, magari una, una sola! anzi facciamo due, di quelle deliziose mandole ricoperte di cioccolato, che assapori con un gusto segreto che ha un che di peccaminoso.
Sicché poi i denti te li devi rilavare, se non altro per mantenere la dentatura in quelle ottime condizioni che ha rilevato il dentista, il quale ho dei dubbi si concentri sulla musica new age che inonda lo studio e, sono quasi certa, si guarda bene dal mandare sms mentre sta otturando un premolare, e questo, vale a dire l'ostinato monotasking, è senza dubbio uno dei motivi che gli consente periodicamente di cazzare la randa su un veliero di sua proprietà su cui trascorre tutte le vacanze.

Perché a fare una cosa per volta, a ben guardare, poi riescono meglio. Pure cazzare la randa. Qualsiasi cosa voglia dire.

15 commenti:

  1. Wonder sei fantastica :D anche io, benchè geneticamente maschio e geneticamente incapace di essere multitasking ogni tanto mi cimento... ma poi mi rendo conto che "una e buona" is the way!

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    1. E tu, caro Pier, sei geneticamente fantastico

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  2. Post stupendo! Ho riso dall'inizio alla fine. Bravissima!
    Mila

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    1. Ehi Mila, grazie! ridiamo per mostrare l'ottima dentatura ;)

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  3. Io ad esempio riesco a fare un sacco di cose contemporaneamente. Tutte egualmente male.
    L'ultima volta dal dentista, però, mi ha messo una specie di maschera che mi teneva aperta la bocca senza che io mi dovessi sforzare. E mi son appisolato, giuro!

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    1. Ti sei appisolato.
      Con la maschera.
      Capita solo ai supereroi.

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  4. E' per via della noia in agguato, che si fanno più cose insieme. Ultimamente ho scoperto che "pensare" è una bella attività alternativa nel mentre di altre noiose: chessò, penso mentre la massaggiatrice mi impasta i rotoli di ciccia; penso intanto che mi trasporto in metropolitana da un luogo all'altro (a meno che non ci sia nei dintorni qualcuno di interessante da guardare o fatti di altri - che urlano al telefonino - da ascoltare). Diventa persino interessante l'ordine con cui affrontare i molti pensieri che si presentano, tutti che reclamano attenzione. E allora ti accorgi che non serve "fare", basta "essere".

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    1. Ma nonna Beta, farsi trasportare in metropolitana non è noioso. e tecnicamente nemmeno farsi massaggiare.
      Noioso è stendere 10 paia di calze (e trovarne sei spaiate), o aspettare che funzioni il bancomat alla posta.
      però sì, in ogni caso il pensiero libera la mente

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  5. Meraviglioso, il monotasking è meraviglioso. Sappi che te lo ruberò.

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  6. Tiziana♥ (perchedirvelo)12 febbraio 2013 09:31

    Mi è piaciuta particolarmente la parte in cui nella fase "Parlare con la nonna-sbattere le uova" l'intervento della gabbianella ha causato l'interruzione della parte "nonna" e non di quella "uova".

    p.s. primo commento, ma ti seguo da tanto. Apprezzo moltissimo il tuo modo di vedere la vita e di raccontarla. Grazie per le tue condivisioni

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    1. hehe, hai ragione
      in effetti con l'intervento della gabbianella si sono interrotte tutte le attività, anche quelle manuali.
      ma questo è il potere delle paroline magiche...

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  7. Ciao Wonder, sono una probabile futura mamma expat.Dato che ti ritengo una delle poche sincere(forse l'unica) tra le expat blogger che van per la maggiore, mi piacerebbe sapere com'è stato realmente il rientro a scuola in Italia per le tue ragazze soprattutto per la maggiore.Al di là di tutti i bei discorsi dell'apertura mentale, degli stimoli culturali etc.etc.un espatrio a breve termine (2anni nel mio caso)in base alla tua esperienza crea più casini o benefici ai ns figli?

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    1. Cara anonima,
      grazie per la fiducia (vado per la maggiore? uaaauuu!).
      Se vuoi ti posso rispondere a lungo privatamente (scrivimi una mail!).
      qui posso dirti che le mie bambine si sono adattate benissimo al rientro, forse anche perché l'ambiente era già in parte conosciuto. Io ho trovato molti benefici, a maggior ragione se l'espatrio è breve!

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  8. il monotasking è una fantasia femminile e una comoda realtà maschile che non verrà mai scalzata se non ci liberiamo dei ruoli predefiniti della nostra società, di quella mediterranea intendo. Meno male che ci sono persone speciali, come te, che riescono a farci ridere anche di questo!
    L AleS

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