venerdì 11 ottobre 2013

Di libri, di liste e di tessere fedeltà

Premessa: questo post è un post di liste.
Le liste, lo so, sono pallose. Personalmente non le amo, però qualcuno mi dice che van fatte, se non altro come esercizio letterario. Quindi siete avvisati, da qui in poi son affari vostri, non si accettano reclami.

Ho un Kindle nuovo nuovo.
Me l'ha regalato l'Augusto Coniuge, in occasione del mio #@£$@esimo compleanno, scegliendo da una lista comprendente, oltre al suddetto Kindle,

una crema (quella là delle righe)
una casa sul lago
una vita da single
una borsa Gabs
un biglietto di sola andata per Shanghai
un biglietto di sola andata per New York
un abbonamento al cineforum
una Fiat 500L
un corso di ceramica raku

Ora, qualcuno di voi penserà Eccone un'altra che si è convertita all'ebook, che tristezza.
E invece no, anche se devo dire che l'attrezzo ha una certa attrattiva.
Vedi che comodo quest'aggeggio che pesa pochissimo anche se stai leggendo Anna Karenina e ci sfogli le pagine con il pollice senza nemmeno spostare il dito, e te lo metti in borsa e senza portarti dietro tutto lo scaffale della Billy puoi scegliere di finire il racconto di Maugham e poi cominciare il terzo volume di 1Q84.
Però.
Il fatto è che ancora mi piace andare in libreria a guardare le copertine e scegliere un libro perché il titolo mi intriga, oltre al fatto che c'è caso che incontri il Vicino Preferito e si legga insieme qualche riga seduti sulla colonna del leone di piazza Erbe.
Mi piace fare le orecchie alle pagine dove ho trovato una frase che mi voglio ricordare, e dopo tanto tempo riguardare quel libro e scoprire che certe frasi mi colpiscono ancora, che metterei le orecchie alle stesse pagine, e altre invece no, e allora stendo l'angolino della carta e si vede ancora la riga della piegatura, e quando chiudi il libro per un po' resta ancora il segno e tu sai che lì c'era qualcosa che era tuo e che adesso non è più così tuo, ma solo un pochino nel ricordo.

L'altra ragione per cui non mi sono ancora convertita all'ebook, non trascurabile ma tutto sommato secondaria, è che non possiedo una carta di credito, sicché non posso comprare niente dal Kindle store. Ora, non credo che questo fatto sia sfuggito all'Augusto Coniuge nel momento in cui ha scelto l'articolo. In ogni caso, per ora, cioè fino a quando non riuscirò a impostare il pagamento con la carta di credito del succitato coniuge, riesco a scaricare solo libri gratuiti.
Nella fattispecie, l'elenco comprende, per ora:

Poesie sparse di Guido Gozzano
Racconti umoristici di Igino Ugo Tarchetti
Le sottilissime astuzie di Bertoldo di Giulio Cesare Croce
Per una cipolla di Tropea di Alessandro Defilippi
Sonetti di Giuseppe Gioachino Belli
Voi siete qui di Matteo Caccia e Tiziano Bonini

Inoltre, racchiusi in un elenco apposito, ci sono i cosiddetti campioni, cioè i capitoli iniziali di alcuni libri che vorrei comprare e che mi sono messa in una lista dei desideri (sta' a vedere che adesso comincio ad appassionarmi alle liste).
Dunque, questa lista di campioni e quindi di possibili auspicabili acquisti è così composta:

La montagna incantata (Thomas Mann). Avevo iniziato a leggerlo quest'estate al lago, in un'edizione sbrindellata assai, in due volumi dalle pagine spesse e fittissime, cosa che non invita normalmente alla lettura estiva, specie perché il caldo scioglie la colla e le pagine si perdono e poi tu perdi il filo. Però insomma, se le pagine non si staccassero di continuo mi piacerebbe riprenderlo.
Fai bei sogni (Massimo Gramellini). Mi piace Gramellini, leggo sempre il suo Buongiorno sulla stampa e mi sembra che dica delle cose sensate, che il più delle volte condivido. E poi come incitamento fai bei sogni mi sembra tutto sommato adatto al momento.
Omicidi in pausa pranzo (Viola Veloce). Non so nulla dell'autrice, ma mi piaceva il titolo. Come modalità per far passare un'oretta tra l'una e le due mi sembra curiosa, e del resto talvolta pure condivisibile.
Allegro occidentale (Francesco Piccolo). Di Piccolo ho letto La separazione del maschio, che ho trovato a tratti illuminante, e alcune pagine sfogliate in libreria dei Momenti di trascurabile felicità, che è un modo geniale per rendersi conto che ogni giorno, a guardar bene, potresti trovare un motivo per essere, se non esattamente felice, almeno di buon umore.
Se mi chiami mollo tutto... però chiamami (Albert Espinosa). Ancora colpa del titolo. Come a dire, io faccio del mio meglio però anche tu datti un po' da fare...
La verità sul caso Henry Quebert (Joël Dicker). Pare che sia un caso editoriale. Poi ho scoperto che l'Alesarda ce l'ha, di carta, e quindi me lo farò prestare. Però intanto me lo tengo lì per promemoria.
Alfabeto Poli (Paolo Poli). Colpa di alcune citazioni postate da Flavia Gasperetti.
La manutenzione degli affetti (Antonio Pascale). Qui invece è colpa di Morelle.
Da un'altra carne e Voglio guardare (Diego De Silva). Come mi piace De Silva. Mi mancano solo questi due.

Ecco, per ora tutto qui.
Una prevalenza di classici con qualche autore moderno affermato e un paio di cazzabubole da disimpegno. 

Volete sapere una cosa? (tanto ve la dico lo stesso).
Non mi piacciono le tessere fedeltà. Quando vado al supermercato e mi chiedono Ce l'ha la tessera? io sono quasi soddisfatta di rispondere No, non ce l'ho la tessera. Anche se vado sempre nello stesso negozio, e alle volte potrebbe essere utile, quella tessera fedeltà, che ci fanno gli sconti. E invece son proprio fiera di dire No, non ce l'ho la tessera.
Che c'entra, direte voi.
C'entra.
Perché quelle tessere lì sono fatte apposta per registrare tutto quello che compri, così poi, anche se non vuoi, quelli del negozio ti danno dei consigli personalizzati e ti vengono a dire che quel prodotto là ti va bene di sicuro perché hai comprato quell'altro prodotto lì che ci somiglia, e se lo compri ti fanno lo sconto, anzi guarda te ne diamo uno gratis così lo provi subito, 
- Ma no grazie non mi interessa... 
- Ma è gratis, lo prenda, lo prenda!
e poi trovi il tre per due e quelli te lo vengono a dire, e alla fine ti rompono le palle con una tale tenace costanza che ti viene da fargliela tu a loro, la tessera fedeltà, per lo scassamento di cabasisi.

E io il Kindle ce l'ho da poco, ma già mi pare che l'approccio sia quello delle tessere fedeltà.
Ché infatti mi capita di ricevere una mail da Amazon di questo tenore:

Ciao Wonder,
poiché in precedenza hai acquistato ebook simili, pensiamo possa farti piacere sapere quali sono le novità e i titoli di narrativa in primo piano disponibili nel Kindle store.

Ora, a parte il fatto che se volessimo essere pignoli, per i motivi suddetti, non ho ancora acquistato un bel niente, il fatto sostanziale è che l'elenco che Amazon mi propone mette in dubbio serissimo le categorie ideali delle mie liste. C'è mica un tag da mettere ai libri, tipo quelli che si usano per la musica, così uno sa cosa si mette nell'elenco? Non so, Classici, Impegnati, Romantici, Ridicoli, Cazzabubole, Storico-pallosi, cose così?
No perché vedi, caro Amazon (sei uomo, vero?), io lo so cosa ho comprato, e lo sai pure tu, con tutta evidenza.
E, alla luce di quello che mi sono scaricata, mi proponi nell'ordine:

Palazzo Sogliano (Sveva Casati Modignani)
Di pancia di cuore... da ridere (Chiara Pelossi-Angelucci)
Marina Bellezza (Silvia Avallone)
Fermate gli sposi! (Sophie Kinsella)
Obsession (Valentina C.Brin)
Insegnami a vivere (Daniela Volontè)
Che cosa resta dell'amore (Rosita Romeo)

Perché, caro Amazon? quale degli ebook presenti nel mio Kindle ti ha suggerito questa selezione?
Sai forse qualcosa di me che io ancora non so?

Io, intanto, continuo ad andare in libreria.

15 commenti:

  1. Ah ah ! Lo sapevo io ! Ma non dirlo ad Augusto! Forse era meglio optare per la Gabs.... L'AleS

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    1. la Gabs... magari me la compro lo stesso, eh

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  2. Amazon, grande generosa, offre mooolti libri gratis: leggi i suggerimenti dei colleghi kindolisti http://www.amazon.it/forum/kindle?_encoding=UTF8&ref_=sv_kinc_5

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  3. Penso che anche molti classici si trovino nella versione kindle gratuiti! Se ti interessa...

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    1. Classici sì, se ne trovano. E infatti faccio un aggiornamento continuo!

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  4. Anche io testardamente senza tessere fedeltà.
    Preferisco pagare di più ed essere lasciata in pace.
    Che bello leggerti :)

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  5. La mia wish list su anobii è infinita...

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    1. Datemi il tempo e l'allungherò per bene. Poi andrò in liberia per accorciarla, haha!

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  6. Poi migliorerà il sig. Amazon e ti darà consigli più mirarti man mano che compri. E ti suggerirà pure di concederti qualcosa dalla tua lista dei desideri, così, per farti un regalino ogni tanto. Giuro.

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  7. ; )
    Wonder ho la lingua spaccata perché leggendo anche mentre passeggio col cane a volte non vedo la buca o il marciapiede, e me la mordo. Ho fatto 2 giorni di test con un lettore ebook che mi han prestato, ma poi mi casca sempre ogni volta che devo raccogliere la cacca. O che il guinzaglio tira.
    No no, la carta, anche se pesa 3 chili, come l'ultimo. Si infila sotto l'ascella e sta lì, al caldo, nelle emergenze. E si diventa maghi del camminare col dito dentro a tenere il segno.
    Kiss.

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    1. Eh, pure io alla fine preferisco la carta.
      Anche perché ho la memoria visiva, mi viene in mente prima la copertina e poi le pagine, e poi, solo dopo, quello che c'è scritto dentro. Così, nell'ebook, mi perdo.

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