mercoledì 7 marzo 2012

Dilemmi amletici e soluzioni pratiche

Ci sono giorni in cui il tuo status di casalinga, non definitivamente voluto ma tutto sommato non così odioso come pensavi quando eri una donna cosiddetta in carriera (ma non esattamente del tipo che si perde la recita di fine anno, per dire), ti pone di fronte a delle scelte amletiche. Infatti, non potendo sottrarti a certi doveri cui ti obbliga questa tua nuova posizione sociale (per quanto la definizione di nuovo sia più psicologica che reale, visto che sette mesi sono un po' più che un periodo di prova), nel caso di specie preparare la cena, ti domandi con il mestolo in una mano e la presina nell'altra Pasta o minestra? That is the question, e allora cerchi degli spunti qua e là, tra i blog di cucina creativa, il sito del cucchiaio d'argento e i pochi libri di ricette che ti sei portata dall'Italia, e resti affascinata da alcune foto dove c'è un pollo che ha perso le sembianze del pennuto per trasformarsi in un fantastico spezzatino dorato, un flan di zucchine su salsa di parmigiano, dei tortini di patate e gamberi alle cinque spezie, il carré di vitello all'arancia e Grand Marnier, gli spiedini di coda di rospo alle pere e aneto, una mousse di cachi con gelato alla vaniglia, una crema di zabaglione servita in uova di cioccolato con foglie di menta e lamponi, e son così belle, quelle foto, da farti dimenticare che ci sono dei fotografi apposta per quelle pietanze e che il più delle volte sono anche finte, e da indurti a credere addirittura che un giorno potresti anche farle, quelle ricette lì, che hanno due cappelli e due orologi, ma quando hai voglia ti manca proprio quell'ingrediente fondamentale che non puoi proprio sostituire, tipo l'aneto, per dire, o il pollo.
E magari in certi casi hai anche ragione, ché qui il prezzemolo non sa mica di prezzemolo e il gelato non sa di gelato, sicché la ricetta non viene tanto bene. La scusa è plausibile. Comunque.

E allora ci sono dei giorni in cui l'amletico dilemma ti costringe a cimentarti con verdure semisconosciute, spezie dall'aspetto inquietante e cibi dai nomi improbabili, riuscendo in qualche caso a produrre delle pietanze edibili, il che è già un bel traguardo, se ci pensate.
E comunque le tue scarse nozioni, cui hai lodevolmente cercato di porre rimedio seguendo un corso di cucina cinese (che però essendo tenuto in francese non ha probabilmente sortito effetto alcuno), nonché la tua rinomata imperizia con le pentole (checché ne dica l'amica Doris) non ti esime dall'avere a cena tutto il vicinato (e se ti trovi in una megalopoli vicinato assume anche significati pericolosi).

E poi ci sono giorni in cui le circostanze esterne, ovvero interne, bloccano qualsiasi velleità culinaria, e l'ancipite vessata quaestio trova la sua naturale soluzione.

- Mamma? Mammmaaaa! Vieni...
- Dove sei?
- Sono su, nel bagno del papà
(questa casa ha il vantaggio non trascurabile di possedere ben tre bagni, che sono stati così distribuiti: quello nella master room, vale a dire con accesso diretto dalla camera matrimoniale, è della Wonder, quello sullo stesso piano, dotato di vasca idromassaggio, è del Bighi, quello al piano di sotto, cioè il più velocemente raggiungibile, delle bambine. Distribuzione equa e sostenibile)
- Eccomi, Gatto, dimmi
- Mamma... io non capisco... perché... quando faccio la cacca... mi vengono le lacrime...

Stasera minestrina.

12 commenti:

  1. ah ah ah !!!! non di dado ti prego!
    baci
    L'AleS

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  2. ha, ha, ha, hahahahaha.... mamma mia svengo dal ridere.... Anch'io comunque ieri sera minestrina... he,he,he...Per l'anatra all'arancia avevo appunto l'arancia ma non l'anatra (pollo è uguale???)
    L'orso

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  3. ahahahahhaahah
    finale a sorpresa!

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  4. ah comunque io dopo due anni continuo a parlare di nuova condizione ;)

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    1. cinas, vuoi dire che ti devo spiegare perché non puoi nutrire gli stomaci delle pargole due/quattro/seienni (e anche altri più maturi) solo con cibo cinese e pastasciutta o perché al gatto vengono le lacrime quando fa la cacca? comunque le due cose sono correlate...

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  6. no. la spiegazione che TU hai dato a lei ...

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    1. aaaahhh! sorry. Le ho spiegato che deve mangiare più verdura, ma che qualche volta potrà piangere anche solo a guardare una cipolla. Non mi è sembrata del tutto convinta, ma non ha fatto altre domande

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  7. Quando capirò perché Blogspot mi dice che la mia identità WordPress non esiste, allora cercherò di recuperare il commento che avevo scritto a questo post...

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    1. certe volte bisogna fare come se si avesse capito... può mica essere una di quelle volte lì, questa volta qui?

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    2. Mi succede anche quando commento da cinas, anche lui su Blogspot. Mi viene chiesto di selezionare un profilo e io seleziono WordPress, che ospita il mio blogghe. Gli dico il mio nome utente su WordPress e Blogspot mi ribatte che non possiedo quella identità e io ci resto pure un po' male, perché dico "Ma come minchia è possibile?". Quindi provo selezionando "OpenId" che è l'unico che mi consente di commentare. Vabbè. Comunque prima avevo scritto una difesa a favore della minestrina.

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