giovedì 27 settembre 2012

Pensieri all'alba

Avevo una ducati.
Il fatto è che volevo la moto da quando avevo quattordici anni. Tutti avevano il motorino, ma io volevo la moto. Il Cagiva. La chiamavo così, il Cagiva, per me era maschile. Mai piaciuto dire la Cagiva. I miei non ci sentivano, ovviamente. Non mi avrebbero mai preso nemmeno il motorino, la verità. Io mi ero messa in testa che me la sarei comprata, e ho cominciato a mettere i soldi da parte. Ho comprato il casco. I miei non hanno fatto una piega. Mica scemi. Lo sapevano che non era facile comprare una moto con la mancia della domenica.
Comunque poi ho usato il motorino di Marco, un ragazzo a cui piacevo, così me lo prestava volentieri. Le prime volte saliva anche lui con me, seduto dietro, e teneva le sue mani sulle mie, attaccate alle manopole del manubrio, per insegnarmi. Sentivo il suo corpo vicinissimo, il suo respiro vicino all'orecchio. A quattordici anni sono emozioni. Comunque a me piaceva un altro, che ovviamente non mi si filava per niente.

La prima volta che sono caduta ero sul motorino di Marco. Mi son fatta un buco nel ginocchio, che c'ho messo un po' a inventarmi una scusa plausibile per i miei, e comunque mia mamma non c'ha creduto neanche dieci secondi. Ha solo fatto finta. È incredibile quante cose ha fatto finta di credere, la mia mamma. Ancora adesso sono convinta che sappia delle verità su di me che non le ho mai raccontato. Le ha intuite. Comunque.

La seconda volta che sono caduta ero in Grecia, e avrei fatto fatica a inventarmi una scusa. Dodici punti son difficili da giustificare. La mamma mi ha regalato i fuseaux. Si chiamavano così. Poi si son chiamati pantacollant, poi leggins. Ma son sempre la stessa cosa. Diceva che non avrei più potuto mettere la minigonna, con quella cicatrice lì proprio sopra il ginocchio. Che poi non la mettevo mai la minigonna. E comunque adesso la metto, che qui in Cina l'unica cosa che puoi mostrare con una certa disinvoltura sono le gambe. Non le spalle, non la schiena, non il décolleté. Le gambe. Minigonne inguinali, qui. Che una cicatrice sopra il ginocchio fa anche un po' vita vissuta.

In moto ci andavo con gli amici, a volte di nascosto. Facevamo delle gite sul lago, in gruppi enormi, e il bello per me era proprio andare fino là. Poi vabbè, si faceva il bagno, si facevano giochi scemi, le grigliate sulla spiaggia, ma a me piaceva andare e tornare, sulla moto di qualcuno.
Si andava anche alle cascate di Misurina, su per strade tortuose e umide, con la vespa, il cuore di panna. Oh, nessuno che me la facesse guidare, 'sta moto. Malfidati.
Alla fine mi sono comprata un motorino. Esigenze di servizio. Mi ci sono divertita un sacco, col mio honda sky 50 comprato usato. Sentivo l'aria addosso, passavo tra le macchine, ci portavo gli amici dietro che ci stavano comodi, ché quel motorino là aveva la sella lunga, mica come il Ciao di Marco.

La terza volta che sono caduta non mi son fatta niente. Ho tirato su il motorino, che pure lui era incolume, e son ripartita. Capita, sul pavé bagnato, è facile.

La quarta volta guidavo la ducati. Era bellissima, nera, opaca, con il codino rialzato e le frecce piccole. Ci avevo messo un adesivo di Margot, la fidanzata di Lupin, e mi sentivo come lei, una gran gnocca. 
Ognuno ha le proprie fantasie, eh.
Il fatto è che quella ducati lì c'ha uno sterzo che ti frega. Che tu pensi di poterla tenere su e invece no. Comunque ero quasi ferma, mi son fatta niente.
Che a me piacevano le curve. Non sono mai stata amante della velocità, spararsi su un rettilineo per vedere fino a dove tira il motore, sentire il rumore urlato. Magari un po' una sgasatina in galleria, giusto per l'effetto sonoro. Ma sai che bello in montagna, o sulle colline, o al mare, in Francia, la curiosità, la sorpresa che riservano le curve. Un po' di piega, poco, eh, che non son capace, ma quel tanto che basta a far girare l'adrenalina, perché sei tu che decidi. Mica uguale, stare seduti dietro.

La quinta volta è stata da pivellina, sulla ghiaia, col freno davanti. Che un po' la ducati s'è infortunata, s'è svirgolata il manubrio. Che non l'ho neanche sfiorato, quello che m'ha tagliato la strada, e quindi affari miei. Si son fermati due col chopper a vedere come stavo, e siamo stati seduti sul muretto per un po', finché m'è passato lo spavento.

E niente, mi sono svegliata stamattina, che erano le cinque e quarantadue, con questo pensiero che non c'ho più la ducati. 
Che è stato il regalo più meraviglioso che abbia mai ricevuto. 
Che lì per lì, quand'è nata il Gatto, ho pensato che fosse la cosa giusta da fare, venderla. 
Che con due bambine quando ci andavo più, in moto.
Che era vero. 
Però stamattina, ecco, chissà perché m'è tornata in mente, però un po' mi dispiaceva, la verità.

40 commenti:

  1. Bel post, ha un che di metaforico, tu che cadi, e ti rialzi, e ti fai sempre meno male. No? Boh, c'ho visto questo...

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    1. c'hai visto giusto, caro Ale

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    2. Stavo riflettendo sulla metafora. Io sono caduta una volta sola, con l'RX del fidanzatino dell'epoca, e gliel'ho praticamente distrutto. Lui s'è incazzato, giustamente, visto che l'aveva elaborato tutto, ma non con me. Mi ha soccorsa e portata a casa, e ne sono uscita indenne.

      Praticamente non ho imparato nulla.

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    3. Ma poi il fidanzato innamorato che fine ha fatto?

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  2. Una volta in un telefilm (se non erro Will&Grace) la protagonista (probably Grace) regala al suo fidanzato del momento (Woody Harrelson) una Ducati Monster e lui, entusiasta, esegue la "Danza della Felicità" altrimenti detta la "Danza della Ducati Monster".

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    1. Non so quale sia, questa danza, ma devo averla fatta anche io, a suo tempo!

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  3. Io la prima volta sono caduto con un motorino Gilera scassato. La seconda con un TDR Yamaha 125, centrando in pieno una Uno che quasi morivo. La terza volta con un Suzuky 750 per schivare un Suv. La quarta con la vespa, mentre ammiravo un camion pieno di statue di bronzo della Beata Vergine. La Vespa ce l'ho ancora. Ma ora sogno di comprarmi questa http://www.bachecaannunci.it/110/posts/4_Moto_e_accessori/21_moto_depoca/164072_HARLEY_DAVIDSON_AERMACCHI_350_NE.html che è la moto che aveva mio papà quando ero piccolo.... se avessi soldi...

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    1. la vespa è troppo mitica. nel tuo caso, anche mistica ;)

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  4. La prima e unica volta, sono caduta da un booster 50.
    Come una cogliona perchè sono scivolata quasi da ferma sulle strisce pedonali bagnate.
    Non mi sono fatta: sono un livido sul ginocchio. La collega che mi ha raccattato ci ha messo su una bella bottiglia di Limoncello ghiacciato. Non aveva altro ghiaccio in casa.

    L'anno scorso la svolta: pantente A3 e moto seria.
    Io volevo la Bonneville o una Guzzi, Marito una moto piu' sportiva.
    Ha vinto Marito e abbiamo preso una Suzuki.

    Ma è solo questione di tempo.

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    1. ma col mio, di marito, funziona che se la moto è sua la guida lui. voi fate insieme?

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    2. La moto tecnicamente è in comunione dei beni, quindi di entrambi.
      Praticamente me la fa guidare pochissimo...

      Pero' almeno ho avuto la soddisfazione di arrivare un paio di volte in ufficio, con la 600.
      Le donne mi guardavano malissimo...
      Soddisfazioni :)

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  5. E bravo 13 che guarda oltre e legge tra le righe. Io resto terra terra...nel senso che pure io vi racconto le mie (dis)avventure a 2 ruote. Premessa: la guida non fa per me. Ok, ho pure preso la patente ma non fa per me lo stesso. E' una di quelle cose che ho hai il talento e la passione oppure no. Ecco, io sono oppure no! La prima caduta, in vespa, nella strada che dalla piazzetta porta alla piazza grande: spiaccicata sui tre gradini del giornalaio. La seconda, in vespa (ma perchè non avevo preso uno scooter? e soprattutto perchè i Miei mi avevano comprato una cosa a due ruote motorizzata?? ve lo spiego un'altra volta se volete): primi giorni di scuola, vado a prendere un'amica all'uscita, mentre metà degli studenti escono e l'altra metà è seduta sul muretto di fronte, io arrivo, tampono l'altro figlio dei miei che in moto portandogli via la freccia e incastro la vespa sotto un'auto parcheggiata, riesco giusto a cadere prima di incastrarmi anch'io. Non mi faccio quasi nulla. A parte la figura di M. rinfacciatami dal suddetto figlio dei Miei (è stata la prima cosa che mi ha detto mentro ero ancora per terra, neanche come stai?, proprio Che figura di M.!). Sarà ma io la trovo divertente questa storia.

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    1. fatti raccontare dalla nostra amica comune cosa le è successo col motorino. p.s." fra 2 settimane la vado a trov
      are. ciaoooo

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    2. Anonimo dici a me? Perchè se è così non sapendo chi sei non capisco nemmeno chi è l'amica in comune >:/

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    3. scusa, la risposta era per Bighi. Mi sto indroducendo da poco nei blog, sono autodidatta , anche nell'uso del computer, per cui più di una volta combino pasticci. cmnque ti saluto volentieri, ciao- anonimo non veneto

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    4. viola, carina questa cosa dell'*altro figlio dei tuoi*. sarà mica tuo fratello, per caso? ;)

      AnonimoNonVeneto, salutami caramente l'amica comune. se torni a Natale, magari, forse, ci vediamo, eh?

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    5. Anonimo ok, solo che non mi era chiaro...miss imbranata sono qua, presente! ;)

      Fratello??? Ma anche no! ;)

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    6. Fratello? Non direi proprio ;)

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  6. La prima volta che ho preso il motorino in prestito da mio cugino mio papà ha voluto venirmi dietro con la macchina per vedere se poteva fidarsi. Andavo in una strada in salita in montagna e procedevo talmente piano che il motorino si è rovesciato di lato e sono finita nelle ortiche. Ce n'è voluta poi per farmelo riaffidare!

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    1. oddio che male nelle ortiche! ma è stata di sicuro l'ansia da prestazione...

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  7. vabbè vabbè, quando torni te lo faccio fare un giretto sulla mia kawa...
    bob

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    1. guarda che le promesse pubbliche sono come dei giuramenti, eh.
      ti prendo in parola! :*

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  8. Io sono sempre stata solo passeggera. E quelle son le cadute peggiori..

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    1. già, però puoi sempre sfogarti insultando chi guida. e pure ricattarlo un po', alle volte...

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  9. un pò di pazienza e quando le ragazzine sono più grandine te la riprendi una moto!
    Se no noleggiane una e togliti un pò di voglia ! (-:

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    1. qui non mi arrischio a guidare. ma adesso appena torno a casa il bob mi presta la sua... ;)

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  10. esperienze che non vorrei fare visto che cado anche camminando in casa xD comunque chi lo sa, in futuro, quando le pargole crescono :)

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    1. beh, sì, ho sempre apprezzato molto i vecchietti che guidano la moto ;)

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  11. Anche io avevo lo sky 50 e sono caduta sul pavé bagnato, mannaggia!
    P.S. Secondo me sei più gnocca tu di Margot (che poi allora era mica Fujiko?)

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    1. Umami, non so se ringraziarti per il *sei più gnocca tu* o pensare male per il *allora non era fujiko*. Credo che abbia preso il nome di Margot dagli anni ottanta ;)

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  12. Che bello quello che hai scritto, non sai quanto mi immedesimo in tutto questo :), ducati apparte.

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  13. ci credi che non sono mai salita su una moto? nemmeno un motorino! sono ferma alla bicicletta...

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    1. Sempre due ruote sono. ci fai gli sgommi? impenni? ;)

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  14. Al di là delle letture tra le righe (io sono molto "easy", mi fermo spesso al significato letterale), credo che chi diventa motociclista nel cuore lo rimane per sempre, così tornare in sella è solo questione di tempo.
    Quanto alle cadute,le considero una sorta di rito iniziatico necerrario:. Come si suol dire, i motociclisti si dividono in due gruppi: quelli che sono caduti e quelli che cadranno...
    Personalmente, sono caduto con quasi ogni moto che ho avuto, solitamente in modo sciocco e banale (da fermo o giù di lì - il che non mi ha impedito di fare qualche simpatico danno alle bestiole). Ricordo e condivido l'episodio forse più buffo: anno 1998, vacanza in moto in Bretagna, io con la mia BMW R 1100 RT, una coppia di amici con Yamaha Diversion. Io sono il road captain e faccio strada. Ci fermiamo in un paesino balneare sulla costa nord: io accosto a destra per aspettare l'altro equipaggio. Appoggio il piede destro... ma non c'è nulla su cui appoggiare, il ciglio stradale è un po' scavato: risultato, mi ribalto lateralmente di 90 gradi, rimanendo solidale alla moto, insomma come se cadesse un modellino di moto con sopra il pupazzetto. Mentre tra me e me snocciolo una simpatica litania di santi e affini, arrivano gli amici, e da dietro sento le gran risate del mio amico (la scena doveva essere alquanto buffa) e i rimproveri di sua moglie "invece di ridere come uno scemo aiutalo, poveretto!".
    Bei ricordi, comunque.
    Concludo dicendo soltanto che per fortuna l'organizzazione familiare e i nonni ci consentono di non rinunciare alla nostra moto (ora è una Harley-Davidson Road King) e di goderci qualche sano giro (e - ahimé - qualche imbarazzante cadutina, seppur raramente...) :-)

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    1. giò, tu non sai quanto vi invidio!
      baci, eh.

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  15. anch'io la chiamavo IL Cagiva!!!... però al massimo io ho avuto paperino sul casco...
    va', che secondo me tu sei ancora una gran gnocca e, sono d'accordo con la ero-Lucy sopra di me, sei veramente figa...

    :*
    roberta

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