mercoledì 5 settembre 2012

Pomeriggio a teatro (Homeworks sweet homeworks)

Atto primo
(Interno giorno. Rumori di giochi in sottofondo. La Wonder e Gatto al tavolo della cucina. Un quaderno aperto sulle parole a, and, for got, have, he, I, my)

- Guarda Gatto, devi leggere queste Camera Words e poi questo libretto qui.
- Ma non sono capace!
- Ti aiuto io, non preoccuparti. Cominciamo con queste words. Vedi? Ci sono le paroline, poi di fianco tre faccette sorridenti. Quando le sai leggere tutte, si mette un segno qui, sotto la faccetta che ride, e la maestra ti dà delle altre parole da leggere. Cominciamo?
- …
- Dai che sei brava. Allora, la prima è facile.
- …
- C'è una lettera sola, prova.
- A
- Sì, è la a, ma in inglese si legge ei. Prova a dirlo...?
- Ei
- bene. Facile no? Adesso leggi la seconda parolina
- Ei
- …
- …
- L'altra lettera è la n
- Enn
- Sì, e poi?
- Di
- Quindi?
- …
- And, si legge end.
- Ma non sono capace!
- Amore, stai tranquilla, un po' alla volta impari.
- (Vocina fuori campo) Mamma
- (Ignorando la Vocina) Non è difficile, devi solo concentrarti
- (Vocina fuori campo) Mamma! Eni chi!
- (Ignorando la Vocina) Dai riproviamo...
- (Vocina fuori campo) Mamma! Cappa cacca
- Gatto resta lì, torno subito

(La Wonder esce di scena. Gatto si intristisce sul quaderno. La Wonder rientra in scena)

- Non voglio fare questi compiti, non sono capace.
- Vuoi che prima leggiamo il libro? Guarda che poi dobbiamo farli lo stesso, questi compiti qua.
- … Sì.
- Va bene.

(La Wonder si spazientisce un po', ma non alza gli occhi al cielo. Va a prendere il libro – esce di scena. Voce fuori campo – minidialogo tra la Cosci, amica fidata nonché coscienza critica, e la Wonder, da due giorni e per il resto dell'anno scolastico in versione tutor dalle quindici e trenta alle diciotto).

- E meno male che hai studiato, Wonder. How to support your child's reading development during the first few years of schooling. Si vede che è un problema diffuso.
- Cosci, lascia perdere, non è il momento, non vedi che sono occupata?
- Tranquilla Wonder, sono io il tuo coach. Ripeti con me: Io, non, mi, arrabbierò. Io, non, mi, arrabbierò...


Atto secondo
(Interno giorno. Wonder e Gatto di nuovo al tavolo della cucina impegnate nell'estenuante tentativo di lettura. Entra la BB con due libri in mano)

- Allora Gatto, qui sulla copertina del libro c'è un bambino, con chi è?
- Mamma ho finito di leggere
- Va bene, tra poco ti sento. Lasciami adesso che sto facendo i compiti col Gatto. Con chi è quel bambino lì?
- Col suo papà
- Vado a fare Mathletics. Accendo io il computer, lo so fare.
- Col suo papà. In inglisc?
- Dad
- Bene. Infatti si intitola proprio Dad. Vedi? Di, ei, di: dad.
- (gridato fuori campo) Mamma!
- (sussurrato) Dad.
- Non aver paura, Gatto. Se sbagli non importa. Qui c'è una figura, un dad che sta facendo qualcosa. Cosa sta facendo secondo te?
- (gridato fuori campo) Mamma! Non funziona!
- (gridato in direzione delle scale) Adesso arrivo! (Rivolgendosi al Gatto, leggermente alterata) Allora, che fa?
- Sta pelando le carote.
- Sì, certo. Ma perché pela le carote?
- Le mette nella pentola
- Quindi?
- …
- Perché le mette nella pentola?
- Per mangiarle

- (Voce della Cosci fuori campo) Calma Wonder. Be quiet. Respira. Io, non, mi, arrabbierò. Ripeti.

(La Wonder raddrizza la schiena, muove lentamente la testa sentendo scrocchiare qualche osso e fa un bel respiro. Poi esce di scena. Rumore di passi sulle scale: la Wonder va a controllare la connessione internet per i compiti di Mathletics. Gatto si intristisce sulla pagina. La Wonder rientra in scena)

- Eccoci qua. Allora. Ci sono anche delle altre cose oltre alle carote, giusto?
- Sì
- Diciamo che sta cucinando, allora?
- …
- Come si dice cucinare in inglese? Lo sai come si dice, dai
- …

(Voce fuori campo – minidialogo un filino polemico tra la Cosci e la Wonder)
- Cosci, glie lo dico io altrimenti famo notte
- Aspetta Wonder, magari ci arriva da sola
- Mi sembra che la sopravvaluti
- …
- ...
- Ok, diglielo tu

- To cook, cucinare si dice cook, comincia come in italiano, senti: cuuuucinare cuuuchin. È facile da ricordare. Dad is cooking. È scritto qui, leggi con me. (Insieme) Dad, is, cooking. Brava. Voltiamo pagina. Qui cosa fa il papà?
- Legge un libro
- Bene. In inglisc?
- Luc... the..
- No amore, dad non look, dad legge. Come si dice leggere?
- (Gridato fuori campo) Mamma! Non capisco niente! Cosa devo fare?
- (Parlando verso le scale) BB, tesoro, prova a leggere
- (Gridato fuori campo) Non capisco!
- (Sbuffando) Arrivo, aspetta un momento per piacere. Dimmi Gatto, come si dice leggere?
- …
- Dai, Gatto, lo sai come si dice! Io leggo un libro, come lo dici?
- Ai rid e buc
- Bene, brava Gatto. Quindi dad...?
- Dad is riding
- (Gridato vagamente spazientito fuori campo) Maammaaa!
- (Ignorando la Voce) Benissimo. Molto bene. Vedi che sei brava? Giriamo pagina. Qui cosa fa dad?
- È in macchina
- Certo, e cosa fa in macchina?
- Guida
- Certo! E quindi dad is..?
- ...Guiding

(Rumore di braccia che cadono. Sguardo attonito della Wonder al pensiero che Homeworks sweet Homeworks. Commedia tragicomica in due atti resterà in cartellone tutti i giorni dal lunedì al venerdì per altri 183 giorni).
(Cala il sipario)

33 commenti:

  1. Non ti invidio.
    Pensa che Alice mi ha detto che vorrebbe fare i compiti il pomeriggio quando rientra da scuola. Vuoi che ci scambiamo le figlie un paio di giorni a settimana?

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    1. cara umami, ora farò una cosa, per il tuo bene.
      Guardami negli occhi, così... Esci da questo corpo! te lo ordino!

      va meglio ora?

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  2. che brava che sei.zen, molto zen.

    mia madre avrebbe già fatto partire la sagra dello schiaffone al secondo rigo (ma lei maestra è!)

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    1. la sagra dello schiaffone, haha!
      è che sto seguendo un corso di autocontrollo. lo tiene la Cosci.

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  3. questo spettacolo lo conosco da qualche anno ormai, anch'io nella veste di attrice naturalmente... provo a fare la regia, ma bisogna avere i nervi saldi e mantenere la calma e io spesso ne sono sprovvista! mandami la Cosci che magari fa da souffleuse anche a me!
    certo che però non dev'essere facile per Gatto. Già non lo è nella propria lingua, figurati in inglese...
    Cmq per la tua pazienza verrai premiata, almeno questo è quello che mi dico io per consolarmi!
    bacio
    l'AleS

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    1. La Cosci ne avrà per un po' qui da me XD
      magari te la mando a giugno per un corso estivo accelerato! ;)

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    2. Io come l'AleS di pazienza non ne ho e delego Gio almeno x il fine settimana! Domani si ricomincia e domani mattina me imbriago (Atto unico di madre degenere!)

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  4. cresciuta con mamma maestra, ne so qualcosa.

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    1. ah, le mamme che insegnano. ne so qualcosa pure io.

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  5. Andrai sicuramente in Paradiso. Lo dico sempre anche a mia cognata che ha una figlia bella e intelligente, ma distraaaaaatta!!! Della serie "Signora, sua figlia è sveglia, ma non si applica". La maggior parte dei bambini soffre di questa sindrome della noia di fronte ai compiti. Consolati, e prova ad offrirle un premio se si concentra e fa bene per 10 minuti. Una sorta di contratto pre-compiti, insomma.

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    1. dici di fare come coi cavalli?
      è un'idea. domani provo, poi ti dico
      però temo non basterà uno zuccherino

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  6. coraggio !! sai che gli inizi sono sempre difficili...povero Gatto !ma non è che magari possa darle una mano BB ? nM

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    1. per ora la BB dice solo *io lo so!* oppure *è facile*, e vuole rispondere lei...

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  7. ecco io avrei iniziato ad urlare a destra e a manca, ma tu, tu no, perchè sai essere calma e coscenziosa u.u

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    1. che fai, Pierfetto, ironizzi? ;)
      guarda che il training autogeno fa i miracoli, eh.
      Io non mi arrabbierò...

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    1. it's a burning valley

      visualizza traduzione da Bing...
      L'è 'na val che se brusa

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  9. potresti provare ad "avere da fare un momento"e chiedere alla BB se può aiutare lei Gatto:forse le dice come hanno insegnato a lei...nM

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    1. grande idea. le lascio fare da sole e io mi chiudo in bagno. non che sia un nascondiglio perfetto, ma potrebbe funzionare

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  10. La fonetica in inglese. E' questo il dramma. Io ho avuto il problema contrario con la Shukor piccola. Dopo aver fatto il kindergarden alla scuola americana, dove aveva imparato a contare fino a 100 e a leggere in inglese, l'ho iscritta a quella italiana in prima elementare. All'inizio una tragedia! Leggeva in italiano riproponendo i suoni dell'inglese... poi pian piano ha capito.

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    1. ho idea che Gatto sia un po' gnucca. ma ha altre qualità ;)

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  11. Respira, uno, due cento volte... Ce la puoi fare!!
    Raffaella

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    1. me lo dice sempre, la Cosci versione coach.
      a volte ci credo, a volte no...

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    1. oddio, non saprei. *madre* fa un po' démodé.
      faccio del mio meglio (ma non è mai abbastanza...)

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    2. SIGNORA BIGHI SPIEGAMI PERCHE' DIRE MADRE E' DEMODE', QUELLO SEI! E MI PARE CHE LO FAI MOLTO BENE. CIAO . ANONIMO NON VENETO

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    3. mah, non so, ha un che di ottocentesco. vabbè, son fisime mie ;)
      (noto una somiglianza di espressione con l'amica comune, hehe)

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  13. ma se parlassi un pochino in inglisc con BB davanti in presenza del gatto? cartoni in inglese? ci avrai già sicuramente pensato...

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    1. ciao rugiada
      il fatto è che il Gatto sa parlare e capisce l'inglese abbastanza bene, ma quando deve leggere va in confusione, ché ancora le lettere non le riconosce.
      strano metodo, quello di cominciare la lettura dalle parole anziché dalle lettere...

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  14. sto avendo lo stesso problema con mia figlia!! per giunta da lei ogni settimana fanno un test di spelling, lettura e scrittura per vedere che progressi fanno e ogni pomeriggio è un teatrino molto simile a quello che descrivi tu :-)
    anche io trovo strano questo metodo di iniziare direttamente dalle parole...ma pare orasi usi così...boh!
    io mi consolo dicendo che prima o poi impareranno, ci vuole tempo e pazienza

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