giovedì 19 aprile 2012

Giro del mondo in dieci minuti (più novantacinque di sosta a Roma)

Mentre la Wonder si trovava nel taxi con il Gatto Selvaggio, tutta felice e contenta e col vento in faccia e ignara del suo imminente futuro, lui scendeva dal predellino dell'aereo, dopo sedici ore di viaggio, in faccia l'aria asciutta di Barcellona.

Poi siamo arrivati dal dentista, e la Wonder s'è fatta una cultura in materia di carie, nervi e denti da latte, mentre il Gatto stava sdraiata sulla poltrona reclinabile a guardare un cartone in francese su TV5, e lui era sul taxi, col blackberry intasato di email e messaggi.

Dopo un'ora di dentista, comprensiva di urla agghiaccianti di quelle che sa fare solo il Gatto quando è mooolto incazzato (e meno male che il doc non ha usato la siringa, che gli sarebbero scappati tutti i clienti, a sentire le urla del Gatto, e la Wonder gli sarebbe finita dritta in braccio, priva di sensi. Non era neanche male, il doc, ma aveva degli orribili calzini a righe verdi bianche e blu. Non si possono vedere, proprio, i calzini a righe), comunque dopo un'ora finalmente il Gatto scendeva dalla poltrona, con le mani piene di caramelle e in bocca un'otturazione nuova di pacca, e lui, dall'altra parte del mondo, si ficcava nella vasca da bagno piena di schiuma prima di riprendere a studiare la presentazione su powerpoint (questa è la versione ufficiale. Ignoro se anziché al laptop si trovasse in una sudicia birreria di quelle con le teste di toro imbalsamate o allo stadio per la corrida, ma vorrei continuare a credere, nella mia fresca ingenuità, che l'augusto coniuge sia in viaggio di lavoro).

Contemporaneamente, in un'altra parte del globo, in una metropoli piuttosto nota, una coppia sta cercando di portare a termine un gioco nelle cui spire si è volontariamente gettata, ignara delle conseguenze e probabilmente convinta intimamente che la Wonder si sarebbe sottratta alle loro (peraltro non pressanti) insistenze.

Me li vedo, Morelle che legge le domande, lei col tablet sulle ginocchia a trascrivere i grugniti di lui, e lui con il bicchiere di Chianti in mano a grattarsi la barba di due giorni in cerca di risposte alle domande idiote della Wonder in versione inedita di giornalista free lance (la quale Wonder nel frattempo inveisce in forbitissimo italiano contro il tassista che si rifiuta di portarla a casa, perché non può svoltare a sinistra e non ha voglia di fare inversione).

Restate con noi!
Sigla.

19 commenti:

  1. Nuuuuuuu i calzini a righe, colorati, sono bellissimi!!

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    1. indossati da una quattrenne sì, vanno bene

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  2. E' vero, io adoro i calzini colorati! A casa nostra solo calze e collant colorate!

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    1. Ok, ma qui si parla di un dottore, in ambulatorio.
      Magari vederlo al Mint con i collant colorati e le ciglia finte in versione drag queen sarebbe diverso, ecco.

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  3. Titolo alla Wonder, fantastico (e ben calcolato: sono stati proprio 95 minuti).
    Concordo sui calzini a righe, ma secondo me i bianchi sono quelli che mettono veramente alla prova.
    (... il tablet non sulle ginocchia ma sollevato sul tavolo, per via della cervicale). Un saluto sganasciato di risate, per questo post e per tutto il resto.

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    1. Cara Morelle, vero, il calzino bianco (c'è chi lo chiama pedalino. ma che parola è, pedalino? fa una tristezza...) è il peggio che c'è. sopportabile unicamente in versione completo da tennis, ma solo in campo.

      Dimenticavo che ormai, dopo i trenta, anche la cervicale si fa sentire (e certe altre parti del corpo che non sapevi di avere improvvisamente si manifestano improvvisamente. tipo il cervello, in certi casi).

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  4. Hahah scusa, ma la scena di te svenuta tra le braccia del Dottor Calzinarrighe mi fa troppo ridere :P

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  5. forse tra la visita dal dentista e barcellona.... avrei scelto barca! ;)

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  6. Posso immaginare distintamente la sudicia birreria con le teste di toro imbalsamate sulla parete nel quale si trovava l'augusto coniuge. Ha preso una scura media, vero? :)

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  7. ehm...no....scusa Wonder, ma in quanto esperto di Barcellona urgono 3 precisazioni:
    1) la corrida ha luogo in una plaza de toros, mai in uno stadio, eventualmente;
    2) a Barcellona le corride non ci sono più, sono state abolite in tutta la Catalunya da almeno un paio d'anni (pertanto il coniuge non può assistervi...a meno che non faccia un salto che so, a Valencia...)
    3) per un motivo simile al 2, non trova nemmeno bar con teste di toro appese.

    Ma se vuoi sapere dove avrà preso 1-2-3 birre scure, posso darti un po' di idee in effetti. Mhhh...meglio di no.
    : )
    A.V.

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    1. Sì, in effetti mi sono lasciata influenzare dai ricordi, anzianotti, di Madrid (ok, non era uno stadio, era un'arena. si può dire arena, sì?) e mi son presa una licenza poetica, anzi prosaica. Faceva più effetto immaginare il coniuge in un un sordido bar pieno di teste di toro piuttosto che con la testa in su a guardare la Sagrada Familia...

      bentornato ;)

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  8. devo confessare che in un primo tempo sono rimasta un po'frastornata da questo (improvviso?)dilatarsi dell'orizzonte dei tuoi lettori-che mi ha fatto piacere,naturalmente.Ma non credere che noi "giovani"nonne ci lasciamo spiazzare più di tanto...e al di là di tante battute un po' frivole che vi scambiate sappiamo leggere anche le cose serie,e andare a leggere i blog di chi scrive i commenti,e così...impariamo un sacco di cose!ma di questo gioco con MOrelle ancora non riusciamo a sapere...nM

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    1. Mimmi, per sapere del gioco basta cliccare su "Morelle che legge le domande" nel post di oggi, e su "qui" nel post di ieri.
      non si vede benissimo, ma sono scritte in rosso, e se ci vai sopra compare una manina.
      Nooooonnnaaaaaa! il plurale è maiestatico?

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  9. ovvio!perchè,non possiamo permattercelo ?

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  10. ma... allora... non eri tu quella sventolona mora che camminava a fianco del Bighi in Via Mazzini l'altro giorno!!
    .................
    ...............
    oops, mi sa che ho fatto una gaffe..
    orso yoghi

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    1. Cercherete INUTILMENTE di farmi ingelosire, sappiatelo.

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